Metropolitana
Non sono una mezza calzetta, non lo sono. Potrei correre tutto nudo senza fare una piega, come potrei sfilare sotto la pioggia senza subirla più di tanto, ma la metropolitana di Milano è la mia kryptonite. E' bastato un giorno, coi suoi 40°C nella calca variopinta dei vagoni e poi la corrente fredda che ti assale lungo le scale mobili, mentre sei sudato, a farmi riaffiorare la sinusite. Son qua con la goccia al naso mentre domani, nella stessa città, si corre la City Marathon. Un augurone ad AlPo, che invidio non poco, sia per la sua indiscutibile determinazione, che per tutti quegli antitetici saliscendi d' umore che lo rendono molto "umano"... Anche il buon Erba riprende a cimentarsi su una tabella di Rondelli, questo poliedrico allenatore che stimo molto per la sua inesauribile dedizione al nostro sport. Correte voi che potete, io mi prendo un break :-(
Stasera una nebbia da paura, con una temperatura tutto-sommato decente (7°C), per un' uscita di 11km in progressione, ad un ritmo medio di 4'12"/km. Le Wave-Rider-9 sembrano resuscitate, ma non voglio esagerare, anche perchè ormai sono completamente scariche e l' infor-tunio è sempre in agguato. Il buon amico AlPo mi ha prestato una nuova maglia, acquistata a Lione. L' etichet-ta dice "UNDER ARMOUR - Performance" ed il materiale si chiama
Stasera è stata veramente dura uscire alle 20.15 per un medio da 11km. La nebbiolina, il freddo pungente ed il buio, mi sembravano peggio del solito. Non è andata neanche male, dato che sono rientrato in 47'20" e sono filato subito in doccia senza nemmeno fare stretching. Ora devo riflet-tere un poco sulle prossime mosse agonistiche ;-)
Alla partenza della competitiva (ore 9.02) eravamo in 300 circa e subito ci siamo scaldati grazie al bel sole limpido, anche se la tempera-tura di 0°C era "pungente", visto il vento secco. Il percorso mi è piaciuto molto, con tutte le graduali variazioni di pendenza, il suggestivo tratto fuori città e l' arrivo proprio alla fine del Corso. Unica pecca è stata l' affollamento del centro, senza una corsia preferenziale per gli atleti, che dovevano farsi strada a voce, rischiando di travolgere qualcuno e di farsi male.